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Registrazione del marchio di un’associazione no profit

La registrazione del marchio di un’associazione no profit non si differenzia molto da quella prevista da un marchio commerciale, sebbene le due attività siano nettamente diverse, soprattutto a livello di obiettivi. Tuttavia, qualche differenza tra le due procedure esiste.

Vediamo allora come registrare il marchio di un’associazione/ente no profit e perché farlo.

Perché registrare il marchio di una Onlus

Sì, è vero, le associazioni no profit non hanno come obiettivo la generazione di guadagni, ma non per questo non devono poter proteggere la propria identità e il proprio operato. Le associazioni senza scopo di lucro sono molte in Italia e tante operano nello stesso territorio e/o perseguono gli stessi fini. Per questo motivo, non è così difficile che le varie associazione vengano confuse, se hanno marchi simili.

La prima ragione per registrare il marchio della vostra associazione è tutelarne il nome e l’unicità, così da evitare che qualcun altro possa usare i vostri tratti distintivi, magari approfittando in malafede della vostra reputazione e delle vostre collaborazioni. Poi, poter tutelare un marchio unico e distintivo vi aiuta al momento dell’assegnazione del 5 X Mille, evitando che la vostra associazione sia confusa con un’altra.

Il motivo più importante è la lotta alla contraffazione: malintenzionati potrebbero contraffare il vostro marchio e richiedere donazioni a nome della vostra associazione. Con il marchio registrato avrete un’arma in più per poter denunciare i truffatori che cercano di insinuarsi nel mondo del no profit.

Infine, è utile e doveroso registrare il logo dell’associazione, da solo o, meglio ancora, attraverso il deposito di un marchio figurato.

Come registrare il marchio

Il modo migliore per registrare un marchio è affidarsi a uno studio specializzato come il nostro: solo consulenti qualificati possono accedere a tutte le banche dati necessarie per verificare l’unicità del vostro marchio e svolgere tutte le procedure richieste.

Una volta scelto il nome e ideato il marchio figurato, occorre verificare che essi non siano già stati registrati da un’altra associazione no profit. Bisogna condurre quella che in gergo tecnico viene chiamata “ricerca di anteriorità”. Non tutte le informazioni contenute nei database dei marchi sono disponibili gratuitamente, ma gli studi specializzati hanno accesso a tutti i dati necessari per realizzare una ricerca di anteriorità approfondita e corretta. Inoltre, come consulenti legali specializzati in marchi e brevetti, possiamo anche aiutarvi a scegliere la corretta classificazione della vostra attività no profit.

La procedura di registrazione di un marchio prevede l’invio della domanda, adeguatamente compilata e completa di tutti i pagamenti, all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi o il deposito presso una Camera di Commercio locale. Trovate tutte i materiali sul sito dell’UIBM.

Qui nel dettaglio vi riportiamo i documenti richiesti così come sono riportati nel sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del Ministero dello Sviluppo Economico:

  • Modulo: n. 1 originale e n. 2 copie (sull’originale deve essere apposta una marca da bollo da € 16,00)
  • Attestazione di versamento all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara da effettuarsi esclusivamente attraverso l’utilizzo del modello F24, rilasciato dalla CCAA all’atto del deposito; oppure deve essere eseguito prima del deposito della domanda (solo deposito postale)
  • Ricevuta del pagamento su c/c postale dei diritti di segreteria alla Camera di Commercio presso cui si effettua il deposito
  • Lettera d’incarico, atto di procura o dichiarazione di riferimento a procura generale (eventuale)
  • Documento di priorità (eventuale)
  • Atto di delega (eventuale).

Esenzioni per le associazioni no profit

Le imposte citate dall’UIBM non sono però applicabili alle associazioni no profit che godono di alcune agevolazioni.

Attingendo dalle istruzioni fornite dallo stesso sito dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, vediamo nel dettaglio le esenzioni previste:

Le ONLUS (secondo D.lgs. 4 dicembre 1997, n. 460) e le associazioni sportive dilettantistiche (secondo D.P.R. 26 ottobre 1972, n, 641 ) possono chiedere il diritto di esenzione dal pagamento delle tasse di concessione governativa allegando alla domanda la documentazione, valida al momento del deposito, attestante l’iscrizione all’Anagrafe unica delle ONLUS istituita presso l’Agenzia delle Entrate, o per le associazioni sportive dilettantistiche la certificazione di avvenuto riconoscimento da parte del CONI. In mancanza di tale documentazione non sarà possibile ottenere l’esenzione richiesta.

Tale esenzione si estende anche all’imposta di bollo. Dunque, le Onlus, cioè le Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le associazioni di volontariato e le cooperative sociali iscritte nell’apposito registro regionale, possono registrare il proprio marchio senza versare tasse di concessione e imposte di bollo.

È possibile produrre un’autocertificazione per beneficiare dell’esenzione?

La normativa consente di accedere alle esenzioni delle tasse producendo un’autocertificazione, attestante e comprovante l’iscrizione nelle Anagrafe delle Onlus, al Registro regionale, oppure di essere federati al CONI (nel caso di associazioni sportive che godono degli stessi benefici pur non essendo delle no profit).

Quali accorgimenti adottare quando si intesta il marchio all’associazioni no profit?

Il consiglio è quello di indicare sia nell’Atto Costitutivo sia nello Statuto dell’associazione no profit che qualsivoglia marchio registrato è di titolarità esclusiva dell’associazione stessa, indipendentemente dalla variazione dei singoli associati. Analogo accorgimento dovrebbe essere adottato intestando sempre e comunque la titolarità del marchio all’associazioni no profit, evitando, quindi, di intestare il marchio a una o più persone fisiche associate.

Se siete interessati a registrare il marchio della vostra no profit, non esitate a contattarci.

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