brevetto app

Brevettare una app: come si fa?

Volete brevettare una app? Se la risposta è affermativa sappiate che bisogna soddisfare alcuni requisiti per poter depositare il brevetto di un’applicazione informatica. Se il vostro prodotto non li soddisfa, ci sono altri metodi per proteggerlo.

Vediamo allora insieme come si brevetta una app e quali sono le soluzioni alternative al momento offerte dalla legislazione italiana.

Brevetto di una app: requisiti

Per ottenere un brevetto di software, cioè la tipologia di tutela destinata alle applicazioni informatiche, la vostra app deve soddisfare dei requisiti: deve generare un effetto tecnico o deve risolvere un problema tecnico.

Questi sono i primi due fondamentali requisiti che deve avere un software brevettabile. Se, ad esempio, l’app che avete sviluppato è in grado di migliorare l’archiviazione interna di uno smartphone, allora sarebbe brevettabile. Se invece facesse solo dei calcoli matematici, mancherebbe l’effetto tecnico.

Valutare queste caratteristiche del progetto è molto importante per non incorrere nella bocciatura della richiesta di brevetto.

La ricerca di anteriorità sulle app

Poniamo che la vostra app rispetti i requisiti richiesti, è certamente brevettabile? Non ancora, manca ancora un passaggio fondamentale. Occorre, infatti, condurre una ricerca di anteriorità su tutte le app già brevettate per verificare che la vostra idea non sia già stata brevettata da qualcun altro. Un altro requisito è, infatti, l’originalità del progetto. Se ne esiste già il brevetto, non è possibile non solo tutelare l’app, ma sfruttarla e commercializzarla.

Solo dopo questa verifica, se avrà esito favorevole, potrete avviare la procedura di deposito del brevetto della vostra applicazione.

L’accesso completo ai dati sui marchi e sui brevetti non è possibile per tutti, soprattutto non gratuitamente. Per questo motivo è consigliabile affidarsi a uno studio specializzato in marchi e brevetti come il nostro: saremo lieti di supportarvi nelle procedure richieste per depositare il brevetto della vostra app.

Una prima ricerca la potete condurre su Espacenet, il motore di ricerca dei brevetti.

Diritto d’autore per app

Se non è possibile brevettare l’app? Una soluzione alternativa c’è ed è il ricorso alla protezione fornita dal diritto d’autore. Esso infatti tutela anche i software considerati creazioni di natura intellettuale. Concretamente, dovrete depositare il codice sorgente della app presso la SIAE (proprio come si fa con le canzoni).

Un’app è composta da tre elementi fondamentali: l’idea, il codice sorgente e l’interfaccia utente. Con la SIAE potete proteggere il secondo elemento, cioè il codice. È importante ricordare che la tutela si limita al codice sorgente, non copre le altre due componenti.

Meglio il brevetto o il diritto d’autore?

Se l’applicazione soddisfa i requisiti richiesti, la soluzione migliore sarebbe il brevetto perché protegge l’app nella sua interezza a prescindere dal codice e dall’interfaccia utente. Ciò significa che non occorre depositare il brevetto per ogni singola versione dell’app, mentre la tutela del diritto d’autore lo richiede.

Ricorrendo alla SIAE, dovrete depositare tutti i codici sorgente che avete generato, cioè quello per Android, quello per iOS, quello per Windows e così via. Con il brevetto, un solo deposito protegge tutte le versioni dell’applicazione.

Se volete brevettare la vostra app, non esitate a contattarci per una consulenza.

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