marchio-registrato

Ceduto il celebre brand Sotheby’s

Una delle news che ha certamente attirato la nostra attenzione è quella della cessione della famosa casa d’asta britannica Sotheby’s e con essa il brand e l’intero core-business.

Trattasi della più famosa casa d’aste, insieme a Christie’s, che monopolizzano il mercato degli oggetti d’arte da molti decenni orsono.

La famosa cassa d’aste, con il suo marchio registrato, è da sempre sinonimo di garanzia per tutti i venditori ed acquirenti degli oggetti d’arte sia antichi che contemporanei.

Il valore dell’operazione è stimato in circa 3,7 miliardi di dollari, la proprietà passerà interamente in mano ad un noto magnate franco-israeliano che ha già dichiarato che il titolo verrà rimosso dalle quotazioni sul mercato azionario statunitense.

Si apre un nuovo scenario per la casa d’aste, infatti, il desiderio di penetrare nuovi mercati, soprattutto quelli nel sud est asiatico, in via di crescente sviluppo, passa attraverso la registrazione marchio.

La società diventerà completamente privata perdendo, in parte, il suo ruolo di strumento finanziario d’investimento, ciò non toglie che gli investitori verranno certamente ricompensati, beneficiando di un lauto premio di mercato.

A questo punto, la nuova proprietà dovrà valutare, come fanno poi tutti gli investitori privati, dove andare a registrare marchio, visto che l’operazione di privatizzazione societaria in essere comporta di rivedere l’intera strategia societaria.

Con la nuova acquisizione, l’intero mercato del collezionismo delle opere d’arte, ossia sia Sotheby’s sia Christie, di proprietà del magnate Pinault, entrano nell’orbita francese, con un giro d’affari stimato in diversi miliardi di dollari. A questo punto, siamo curiosi di conoscere quale potrà essere l’impronta che il nuovo magnate vorrà dare alla sua società privata, come evolverà il mercato dell’arte ed, in particolare, dove deciderà di andare a registrare un marchio per il suo business. Queste due celebri case d’aste hanno storicamente rivestito un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori, infatti, il mercato secondario tra i soggetti privati non è mai realmente decollato e resta, quindi, una scelta residuale per valutare la vendita e l’acquisto delle opere d’arte, soprattutto quelle più prestigiose. Nessuno, infatti, vuole avventurarsi in ricerche estenuanti per verificare l’autenticità delle opere, con gli esorbitanti costi di perizie da dover sostenere, senza avere certezza alcuna che, poi, alla fine l’opera verrà effettivamente acquistata. A tutto questo e, non solo, pensano le case d’aste, strutture perfettamente oliate ed organizzate per rispondere ad ogni singola richiesta degli utenti che si affacciano al mercato dell’arte.

Il nostro Studio specializzato seguirà l’evolversi della nuova acquisizione societaria, visto che alcuni clienti ci hanno rivolto in passato richieste in tal senso, ossia valutare la vendita e l’acquisto di opere d’arte, prestigiose e non. Di conseguenza, conoscere tutti i canali ufficiali in questo segmento di mercato risulta strategico ed essenziale, per evitare di ritrovarsi nelle mani di avventurieri, certamente poco affidabili e poco professionali.

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