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Brand vs. prodotti artigianali per le festività di fine anno

Uno dei confronti più accesi, commercialmente parlando, va in scena proprio in occasione delle festività di fine anno, dove la “caccia al regalo” coinvolge la maggior parte dei consumatori, desiderosi di rendere omaggio e chiudere l’anno in bellezza! Uno degli aspetti che accende questa vera e propria caccia  la scelta tra il marchio registrato oppure tra i prodotti artigianali locali, vediamo quali dinamiche spostano l’ago della bilancia per i primi o per i secondi!

Il cliente brand-oriented

Questa tipologia di cliente “vuole andare sul sicuro”, per la serie potrebbe non conoscere i gusti del soggetto ricevente il regalo, oppure, visto e considerato che il mercato “incorona” un certo prodotto in un certo segmento di mercato, ritiene che quel genere di prodotto possa piacere a tutti, nessuno escluso, oltre a mostrare il suo allineamento al trend commerciale in voga. Più che il prodotto in se’, si regala la tendenza del momento, ecco perche’ registrare un marchio rappresenta sempre un valore aggiunto per una società ed un’azienda, nella speranza che lo stesso acquisisca fama e reputazione che gli consenta di essere scelto a prescindere, per la serie indipendentemente se piaccia o meno al consumatore.

Il cliente orientato al prodotto artigianale

Questa diversa tipologia di cliente seleziona e, poi, sceglie il cadeau puntando su altri valori ed aspetti, certamente ben lontani dalla fama e reputazione acquisita attraverso la registrazione di un marchio. Questa tipologia di cliente punta sulla tradizione, spesso e volentieri conosciuta solo in un ambito locale, connotata da un misto di elementi “caserecci”, per comunicare quei valori di cui un territorio si fa portavoce, a livello eno-gastronomico, a livello artigianale e culturale. Solitamente  un regalo più confidenziale, che denota un senso di appartenenza, con una storia che si tramanda di generazione in generazione.

Il costo dei prodotti assumono dei connotati ben diversi

Il costo del prodotto di marca si differenzia da quello artigianale, non tanto per il suo valore intrinseco, piuttosto, sull’aspetto comunicativo. Infatti, il quanto costa registrare un marchio inciderà sulla scelta del cliente brand-oriented, desideroso di fare “bella figura” con il ricevente il dono, visto e considerato che il prodotto di marca e’ legato anche ad un costo non indifferente, per la serie si viole dimostrare che si  puntato al massimo di gamma e non si  badato a spese per omaggiare una persona! Al contrario, il costo del prodotto artigianale, per quanto certamente non trascurabile, non incide sulla specifica scelta del donante, in questo caso il costo d’acquisto non gioca un ruolo determinante, al contrario e’ ciò che rappresenta il prodotto a comunicare il valore aggiunto del regalo ricevuto.

Una scelta differente sia per chi lo effettua sia per chi lo riceve

A questo punto, risulta ben chiaro che trattasi di due scelte completamente differenti, sia per chi si orienta verso la prima oppure per la seconda scelta, sia per chi si vedrà recapitare il dono per le festivita’ di fine anno. Il brand risulterà trainante in questa fase dell’anno, per tutti quegli acquirenti desiderosi di comunicare gli aspetti consumistici, ecco perche’ la registrazione marchio rappresenta il veicolo migliore per una scelta che possa garantire il miglior gradimento del ricevente. Cosa differente risulterà per coloro che opteranno per il prodotto tipicamente artigianale, per comunicare la vicinanza e la familiarità, tipici di questo periodo dell’anno. In ogni caso, qualunque sia la scelta che verrà effettuata, cogliamo l’occasione per augurare a tutti di trascorrere delle serene festività in compagnia dei vostri cari!

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I cortometraggi ed il loro brand

Recentemente siamo stati contattati da un’associazione di promozione culturale, impegnata nella realizzazione di un concorso e di un bando per i cortometraggi cinematografici, con l’intento di registrare un marchio.

Da dove nasce il progetto?

Un gruppo di appassionati cinefili hanno costituito una specifica associazione nel tentativo di diffondere la cultura del cortometraggio, realizzabili con strumentazione e con un budget certamente alla portata di molti, a dispetti delle più complesse opere cinematografiche. Visto e considerato che la prima edizione del festival del cortometraggio si è rivelato un successo, oltre le aspettative, si è ritenuto che i tempi fossero maturi per registrare marchio a livello nazionale, al fine di evitare episodi di plagio e  di contraffazione.

Il bando ed il ruolo delle istituzioni

Una delle peculiarità di questo progetto è stato quello di definire i confini tra l’associazione di promozione culturale ed il Comune, patrocinatore dell’iniziativa. In buona sostanza, il marchio registrato, di titolarità esclusiva dell’associazione, poteva essere utilizzato dal Comune solo con il consenso dell’Associazione stessa, stipulando un apposito contratto di licenza per l’uso dello stesso. Infatti, la commistione dell’uso del marchio avrebbe potuto creare delle ambiguità sia sulla titolarità del marchio sia sulla modalità di utilizzo dello stesso. Ecco perché definire i confini è stato un passo obbligato per evitare inutili conflitti o equivoci tra le due parti.

L’investimento nell’iniziativa culturale

Di comune accordo tra i diversi associati e, dietro nostro suggerimento legale, si è deciso di co-intestare, con quote paritarie, la titolarità del marchio. Di conseguenza, il quanto costa registrare un marchio è stato ugualmente suddiviso tra i singoli co-titolari e co-investitori, al fine di bilanciare ed ottimizzare l’investimento da sostenere. Ovviamente, i vari soggetti privati coinvolti nel progetto dovranno impegnarsi ad utilizzare sempre il marchio in conformità alle iniziative culturali proposte dall’associazione. Nell’ipotesi in cui uno o più di uno decidesse di fuoriuscire dall’associazione, dovrà offrire agli altri associati la propria quota di titolarità del marchio, per consentire il proseguo del progetto tra gli iniziali fondatori dell’associazione.

Il ruolo del cortometraggio tra le opere d’arte

Questa forma d’espressione si è recentemente diffusa e ha “preso piede”, tanto da far pensare che si potessero realizzare dei veri  propri festival per la promozione e diffusione degli stessi. Di conseguenza, il passo successivo è stato quello di assicurarsi la registrazione di un marchio che potesse veicolare e comunicare al grande pubblico cinefilo tale forma d’espressione d’arte nei salotti cittadini, sia sotto forma di Festival d’autore sia sotto forma d’iniziative culturali ad ampio spettro. La risposta del pubblico non si è fatta attendere, infatti, le iniziative stanno crescendo e si stanno consolidando nei vari comuni italiani e potranno certamente fungere anche da volano per la diffusione del turismo in ambito locale. Ovviamente, il nostro Studio specializzato è stato onorato di poter partecipare, con il proprio contributo in termini d’assistenza legale, alla tutela del brand a livello nazionale.

Il-marchio-di-forma-di-un-prodotto

Il marchio di forma di un prodotto

Una delle questioni che suscita curiosità ma, al tempo stesso, anche perplessità tra gli utenti è quella del marchio registrato connotato da una forma peculiare e personalizzata. Quest’adozione dello strumento marchio è chiaramente una variante sul tema principale, ossia quelli del segno distintivo, quindi, non potrà che applicarsi in alcuni casi particolari e ben definiti.

Facciamo degli esempi concreti:

Uno degli esempi pratici ai quali solitamente si fa riferimento per rendere chiaro il concetto, è il famoso torrone al cioccolato della Toblerone, oppure il mattoncino della lego, oppure la bottiglia della Coca-Cola. Trattasi di forme costituite ad hoc, per comunicare la particolarità e la peculiarità del brand, per la serie non sono delle forme funzionali e finalizzate all’utilizzo concreto e standard del prodotto in questione, ma assumono una valenza “capricciosa”, non scontata, appositamente ideata e creata prima di registrare un marchio.

Facciamo un esempio concreto di un marchio di forma non riconosciuto:

A questo punto, per completezza, è giusto indicare un “esempio classico” di marchio di forma non riconosciuto, vale adire il famoso “Cubo di Rubik”. Dopo aver tentato la registrazione marchio, il richiedente se lo è visto annullare dal tribunale UE, nella causa Rubik’s Brand/Euipo – Simba Toys), visto e  considerato che le peculiarità della forma, ossia il cubo, servivano necessariamente per ruotare e raggiungere così l’obbiettivo della composizione delle varie facce caratterizzate dalla presenza dello stesso colore cromatico. In buona sostanza, non sussisteva nulla di non ovvio e di non scontato nel suddetto marchio tridimensionale.

Cosa cambia in termini d’investimento?

Non sussistono differenze in termini di costo procedurali e/o tasse da versare, quindi, il quanto costa registrare un marchio risulta esattamente il medesimo. Discorso ben diverso è comprendere quando si possa realmente adottare tale specifico strumento legale previsto dalla normativa. Sgombriamo subito il campo dalle incertezze dicendo che l’applicazione di tale strumento è residuale, per la serie sono poche le situazioni in cui conviene realmente fare affidamento a questa soluzione tecnico-giuridica, quindi, consigliamo la massima prudenza nell’approccio allo strumento ed il confronto con un professionista specializzato della materia.

A chi commissionare questa possibile attività creativa?

Senza alcun ombra di dubbio, è necessaria la presenza di un graphic designer specializzato che “lavori a braccetto” con il reparto tecnico di un’azienda e società, questo perché la funzionalità concreta del prodotto non dovrà essere pregiudicata dall’ideazione della forma capricciosa che il creativo grafico andrà ad elaborare. Di conseguenza, prima di poter giungere alla registrazione di un marchio, si dovrà ricercare il graphic designer che faccia al caso proprio, in grado fi fondere l’esigenza applicativa dell’utilizzazione del prodotto con un connotato inusuale e, possibilmente, unico ed innovativo.

Conclusioni

In definitiva, registrare marchio di forma passa sempre e comunque per tutta una serie di step procedurali, assolutamente non scontati e che impongono oculatezza ed estrema attenzione. La forma dovrà far conseguire al prodotto il proprio valore aggiunto, da comunicare poi nel segmento di mercato, sperando che il consumatore poi gli conferisca la giusta attenzione predilezione rispetto a quelli dei competitors.  Qualora si riesca ad ottenere un simile risultato, si potrà poi valutare anche l’adozione delle diverse forme di tutela, ossia dal design al brevetto per invenzione industriale, vale a dire completare e blindare la suddetta protezione legale esclusiva.

Gli-Influencer-Sono-I-Nuovi-Testimonial-Di-Un-Brand

Gli Influencer Sono I Nuovi Testimonial Di Un Brand?

Nel corso degli ultimi anni si è ampiamente diffusa la figura dell’influencer, ossia quei personaggi che hanno trovato fama e reputazione grazie all’ampia diffusione dei social. Costoro sono in grado di orientare i gusti dei consumatori e veicolare così un marchio registrato.

Cosa fanno gli influencer?

Alcuni di questi si sono ritagliati una vera e propria nicchia di mercato, avendo partecipato a trasmissioni televisive, partecipando ai vari reality divenuti sempre più diffusi sui canali televisivi, oppure ponendosi al centro dell’attenzione nazional popolare per le loro stravaganze quotidiane. Ecco che è nato un uovo modo di comunicare, tutto social,  che ha trovato immediatamente il favore delle aziende, per promuovere al meglio i loro prodotti e/o servizi. Di conseguenza, registrare marchio non può oramai più prescindere dalla sua diffusione e promozione social.

Come influisce il cachet dell’influenzer sul brand?

Il quanto costa registrare un marchio passa oramai ed inevitabilmente anche per l’individuazione e, poi, la scelta dell’influenzer di riferimento che potrà, verosimilmente, apportare un valore aggiunto al proprio brand. Infatti, tali personaggi impongono il proprio cachet per promuovere e diffondere il brand tra i propri followers affezionati, vale a dire questa nuova forma di comunicazione e pubblicità comporta dei costi ben precisi da dover sostenere, quindi, da dover essere preventivamente stanziati e messi a budget. Fare promozione e pubblicità con la nuova modalità social, risulta certamente d’impatto ed immediata, sebbene comporti dei costi che possono variare in base alla notorietà dell’influencer prescelto.

Come opera l’influencer con il brand?

A livello pratico, oltre a postare delle proprie foto su Instagram, su Facebook in compagnia del prodotto in questione, l’influencer dovrebbe portare con sé e mostrare il prodotto anche in occasioni di eventi, manifestazioni pubbliche ecc., per poter dare la massima visibilità possibile alla registrazione di un marchioIn questa maniera, il grande pubblico, che segue in maniera affezionata il proprio influencer, comincerà ad interessarsi al prodotto in questione, potrà acquistarlo pur di risultare allineato alle preferenze ostentate dal proprio beniamino o personaggio preferito. Questa nuova forma di condivisone social risulta, attualmente, la più forte campagna promo-pubblicitaria di cui si possa beneficare, per il lancio di un nuovo prodotto, ovviamente la scelta dell’influencer non potrà essere effettuata su base casuale.

La fortuna di un prodotto si lega all’influencer?

Chiaramente ed, inevitabilmente, la fortuna di un nuovo prodotto è legata anche alle vicissitudini pubbliche dell’influencer prescelto, per la serie bisognerà valutare con estrema attenzione e prudenza su chi far ricadere la scelta, infatti, registrare un marchio dovrà tenere in debita considerazione anche tale aspetto, di non poco conto per le sorti dell’investimento e della reputazione da dover acquisire. Oltre ad un profilo professionale, l’influencer prescelto si dovrà dimostrare “allineato” alla mission aziendale e societaria, sia da un punto di vista valoriale che comunicativo. Di conseguenza, la selezione dell’influenzer al quale affidarsi risulterà tutt’altro che scontata ed oggetto di un continuo monitoraggio, in base alle sempre nuove esigenze aziendali ed imprenditoriali.

Avvocato-Esperto-In-Marchi-E-Brevetti

Avvocato Esperto In Marchi E Brevetti

Molti utenti che ci contattano hanno, preliminarmente, bisogno di comprendere il ruolo dell’avvocato esperto in marchi e brevetti, dopodiché potranno entrare nel merito della valutazione del marchio registrato.

Perché scegliere un avvocato esperto?

Si tratta di affrontare una materia giuridica specialistica, quindi, oltre ad una preparazione mirata, comporta la necessità di aver maturato e consolidato una specifica esperienza professionale. Ovviamente, registrare marchio italiano può essere gestito anche da un avvocato non specializzato, mentre per quanto concerne i depositi internazionali, le risposte alle azioni ufficiali presso i vari uffici competenti, ci si dovrebbe avvalere si uno studio specializzato. Oggi è possibile farlo con una certa facilità, visto e considerato che l’offerta, soprattutto online, è cresciuta e consente di poter beneficiare di un servizio pratico ed efficace per tutti gli utenti interessati.

Quali servizi si possono beneficiare presso un avvocato specializzato?

Inizialmente, consigliamo di sottoporre la questione al professionista, usufruendo di una consulenza che possa servire all’utente di inquadrare al meglio la questione, conoscere la portata della vicenda in essere, comprendere se lo studio possa fare al caso nostro ecc. In questa maniera, si potrà comprendere se la questione risulta di facile soluzione, le tempistiche di definizione, ovviamente i costi da, eventualmente, sostenere, il rapporto costi-benefici. A titolo d’esempio, perché la ricerca d’anteriorità per identità e similitudine è sempre consigliabile, sebbene comporti dei costi? Perché non conviene registrare un marchio al buio? Queste ed altre questioni potranno chiarirci la tipologia ed il ruolo dei servizi legali disponibili, potranno consentirci di fare un piccolo “corso di formazione”, conoscere per poter poi operare al meglio.

Il ruolo dell’avvocato esperto

Come anticipato, l’avvocato esperto svolge un ruolo di consulente e, quindi, è tenuto a fornire un’ampia e dettagliata consulenza a tutti gli utenti, una sorta di corso di formazione, pratico e concreto, per consentire all’utente di poter apprendere i concetti di base e potersi così districare all’interno della materia specialistica. Infatti, prima di poter valutare e decidere se procedere o meno con la registrazione di un marchio, è assolutamente consigliabile “prendere confidenza” con i concetti di base di natura giuridica, al fine di poter decidere con cognizione di causa.

Il proprio budget di spesa

Una delle tematiche che risulta spesso e volentieri decisiva è quella di comprendere cosa si celi concretamente dietro al quanto costa registrare un marchio, al fine di poter valutare se l’attività eventualmente da intraprendere risulti compatibile o meno con il proprio budget di spesa. Solitamente trattasi di attività una tantum, vale a dure che non necessitano poi di dover essere ripetute nel corso degli anni avvenire, in particolare possono suddividersi in attività di tutela, come ad adempio i depositi, oppure di attività di difesa, come ad esempio le risposte alle possibili azioni ufficiali, oppure d’attività di valorizzazione del marchio, come ad esempio i vari contratti di cessione, di licenza, di merchandising ecc. Ognuna di esse, inevitabilmente, comporterà dei costi differenti, legati anche alla specificità del caso in esame.

Conclusione

In definitiva, consigliamo di selezionare ed avvalersi dell’avvocato esperto che possa risultare più adatto alle proprie esigenze pratiche, sia di natura economica sia di natura consulenziale. Ovviamente, nulla impedirà poi all’utente che non dovesse aver gradito i servizi di uno specifico professionista, ad esempio per la registrazione marchio, di poterlo in seguito cambiare, oggi come oggi l’offerta specialistica si è molto ampliata e risulta facile da reperire soprattutto online.

marchio-registrato

I Bandi Del Ministero Dello Sviluppo Economico Italiano

Molti utenti ci “chiedono lumi” sui bandi ministeriali che consentono di beneficiare di finanziamenti a fondo perduto per il marchio registrato.  Cerchiamo di capire come funzionano e come beneficiare o meno di questi strumenti.

Che cosa soni bandi ministeriali?

Il Ministero con cadenze annuali investe nell’innovazione, per consentire ai nuovi imprenditoriali e non solo di poter entrare nel mercato e nell’imprenditoria e, quindi, poter competere nel proprio segmento di mercato. I suddetti bandi riguardano la tutela dei brevetti, dei design multipli e la registrazione marchio, vale a dire tutti gli strumenti legali che, di volta in volta, occorrono all’azienda per poter tutelare la propria innovazione, i propri prodotti, servizi ecc.

Cosa bisogna sapere di questi bandi?

Ovviamente la presentazione della semplice richiesta ministeriale non garantisce l’ottenimento del finanziamento a fondo perduto,  per la serie  tutt’altro che scontato sia perche’ le risorse sono limitate sia perche’ coloro che presentano numerose richieste, vale a dire le grosse aziende, hanno maggiori probabilità di ottenere i suddetti finanziamenti per la registrazione di un marchio.

Un altro requisito obbligatorio da dover soddisfare e’ quello di dover prima depositare un brevetto, un design multiplo o un marchio, e, poi poter richiedere di accedere al finanziamento.

Conviene presentare la richiesta di finanziamento a fondo perduto?

Altro aspetto non trascurabile da dover previamente considerare e’ quello della difficoltà e complessità di tale attività, per la serie qualora si abbia una certa dimestichezza con i bandi ministeriali, allora ci si potrà cimentare in prima persona, altrimenti bisognerà ricorrere ad un professionista specializzato  che, inevitabilmente, avrà dei costi professionali da dover sostenere, senza poter assicurare in concreto l’ottenimento del finanziamento, per la serie non c’e’ la garanzia assoluta che l’attività vada in porto.  Di conseguenza,  il quanto costa registrare un marchio deve tenere in considerazione anche di quest’eventuale attività, qualora si voglia tentare di richiedere il possibile finanziamento a fondo perduto.

Quale strategia adottare per i bandi ministeriali?

Certamente la possibile attività comporta del tempo e delle competenze amministrative, qualora ci decida si procedere direttamente in prima persona, converrà fare un tentativo magari perche’ l’investimento ha comportato diverse spese, come quelle di un grafico e di un avvocato specializzato, per la serie il registrare marchio si e’ rivelato certamente un progetto dispendioso.

In caso contrario, qualora il marchio sia stato depositato in prima persona, ossia senza l’ausilio di un grafico e di un avvocato specializzato, allora ingaggiare appositamente un consulente per richiedere il finanziamento a fondo perduto che potrebbe quantificarsi in qualche centinaia di Euro, potrebbe non avere molto senso e rivelarsi, quindi, antieconomico.

Conclusioni

Il nostro studio specializzato si  già occupato di tale attività ministeriale, quindi,  e’ in grado di assisterVi e consigliarVi al meglio sull’opportunità di intraprendere o meno questa possibile attività di richiesta finanziamento a fondo perduto, che possa riguardare il registrare un marchio e non solo. Saremo lieti di approfondire il Vostro caso specifico ed orientarVi nella possibile scelta, al fine di ottimizzare i tempi ed i costi da dover eventualmente affrontare.

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