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Il Brand Dell’estate: Il Mondiale Di Calcio Femminile

In questi caldi giorni d’estate impazza un nuovo fenomeno sportivo: il mondiale di calcio femminile, che vede protagoniste le migliori atlete che sia affrontano agonisticamente per alzare la coppa del mondo. Si tratta, a tutti gli effetti, di un nuovo marchio registrato, che sta prendendo letteralmente piede tra appassionati e semplici curiosi che infiammale le calde serate estive.

Il calcio femminile è un fenomeno relativamente recente, che è venuto alla ribalta grazie alle cocenti e recenti delusioni subite dalla nazionale di calcio maschile che, certamente, non vive un bella stagione sportiva. Le ragazze azzurre, invece, hanno dimostrato grinta e determinazione da vendere, tant’è che si è pensato di registrare un marchio che celebri le loro attuali imprese sportive. La federazione sta valutando come ideare e realizzare un brand che possa immortalare questi momenti che danno lustro a tutti lo sport nazionale.

Tutte le atlete impegnate nella competizione mondiale già godono di sponsor importanti desiderosi di “cavalcare” questo trend in lenta e continua crescita, che dimostra un costante e continuo interesse tra gli addetti e non. Quindi, perché lasciarsi scappare quest’opportunità di business? I main sponsor stanno mettendo in campo tutte i migliori sforzi economici ed hanno provveduto all’apposita registrazione di un marchio che contraddistingua le divise, l’abbigliamento, gli accessori, le calzature ecc., certi che incontreranno i gusti di milioni di donne in tutto il mondo. La visibilità globale del mondiale del calcio femminile è un’occasione da non perdere!

Visto e considerato i presupposti, anche i relativi budget da stanziare devono essere commisurati, quindi, il quanto costa registrare un marchio diventa una variabile strategica. Certamente l’adozione di un marchio internazionale risulterà vincente, visto che l’adozione di questo strumento legale ben si adatta con le specifiche esigenze di merchandising di un mondiale, visibile in tutto il mondo. Appurato ciò, non resta altro che ideare e realizzare un brand che possa “catturare” l’attenzione della platea di donne sportive, desiderose di cimentarsi nelle sfide, sportive e non, di tutti i giorni.

Nei prossimi giorni la competizione mondiale vedrà la propria conclusione agonistica con le sfide tra le migliori nazionali, oramai giunte in dirittura d’arrivo.  La speranza è che le azzurre possano continuare nel cammino agonistico fin qui intrapreso e che, alla fine, si possa celebrare un successo sportivo, agognato da tutti. Riteniamo che questo sia il momento migliore per valutare la possibile registrazione  marchio, per non fasi trovare impreparati in caso di raggiungimento dell’obiettivo sportivo e,  per evitare che qualcun altro possa “cogliere il momento”, anticipando sul tempo la federazione italiana, registrando previamente il brand saporivo.

Con curiosità ed attenzione ci apprestiamo a vivere la fase finale del mondiale di calcio femminile, augurando alle ragazze azzurre di farci vivere delle serate emozionanti, che  possano sfociare anche nel successo sportivo!

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Anche i grandi brand crollano

Notizia diffusa in questi giorni riguardai il celebre marchio registrato dell’Adidas. Infatti, l’EUIPO ha dichiarato nullo il celebre marchio perché non avrebbe conseguito una capacità distintiva in tutti i singoli n. 28 Paesi dell’Unione Europea. Infatti l’acquisita distintività riguarderebbe solo alcuni dei Paesi dell’Unione Europea, mentre nei restanti non sarebbero state presentate prove d’uso sufficienti a provarla.

Che cosa sono le prove d’uso?

Non tutti sanno che registrare un marchio non è il solo requisito legale che bisogna soddisfare per acquisire la titolarità esclusiva sul proprio brand. Infatti, bisogna poi iniziare e continuare ad utilizzare in concreto il brand nei singoli paesi dove si è richiesta la protezionale legale, per la serie non si può pensare semplicisticamente che “piantare la bandierina” risulti sufficiente a garantire negli anni una protezione legale concreta. Ecco perché bisogna precostituirsi le cosiddette prove d’uso che serviranno qualora terzi soggetti dovessero contestare il Vostro marchio.

Cosa è bene sapere?

Fatturati di vendita, campagne promo-pubblicitarie nei singoli Paesi coperti dalla registrazione, canali social ecc. sono solo alcune delle prove d’uso di cui disporre per evitare di vedersi annullare il proprio brand, come successo all’Adidas. Di conseguenza, la registrazione marchio è solo il primo step da perseguire, dopo di che ci si dovrà “preparare alla battaglia”, soprattutto se si opera in segmenti di mercato altamente competitivi come quello del fashion ecc.

Quale strategia mettere in campo?

Quando si decide di adottare un marchio comunitario, bisogna prevedere quali benefici questo strumento potrà offrire, quanto costa registrare un marchio, ma anche quali responsabilità comporterà nel corso degli anni avvenire. Per la serie, non si può certamente pensare di poter godere (oltre i cinque anni) dei benefici esclusivi per un marchio che risulti completamente inutilizzato, prima o poi qualcuno noterà tale situazione d’indebito vantaggio competitivo e  depositerà un ricorso per decadenza per mancato uso.  Non è chiaramente pensabile di poter riuscire a conseguire un volume d’affari  rilevanti in tutti i singoli Paesi europei, ecco perché la scelta di adottare o meno un marchio comunitario impone previamente diverse valutazioni strategiche.

Suggerimenti pratici

L’utilizzo di un e-commerce non è il solo fattore che deve incidere sulla valutazione della registrazione di un marchio comunitario, infatti, la visibilità nell’intera Unione Europea non ci garantisce che poi i prodotti o i servizi di core-business vengano effettivamente commercializzati in ogni singolo Paese dell’Unione. La presenza di eventuali distributori locali, rappresentanti commerciali che battono i vari territori potrebbe essere un elemento concreto in base al quale comprendere i prevedibili sviluppi del proprio business.  In ogni caso, suggeriamo sempre di ponderare tale valutazione strategica con un professionista specializzato in grado di guidarvi in questo percorso articolato e complesso.

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Le attività del Seo Specialist possono promuovere il tuo brand

Per quanto l’argomento sia già stato affrontato in passato, riteniamo doveroso fornire alcuni aggiornamento del binomio Seo Specialistbrand, visto che la materia offre sempre nuovi spunti.

Come il Seo Specialist può valorizzare il tuo brand?

L’attività di indicizzazione del sito  web “spinge” anche il proprio marchio registrato, vista l’indiscussa visibilità del quale lo stesso potrà beneficiare sui principali canali di comunicazione digitale. Quindi, quando sentiamo dire dagli utenti che devono rendere visibile il proprio sito web, in realtà quello che si renderà visibile sarà il proprio marchio che contraddistingue il website. L’attività del Seo Specialist dovrà risultare costante nei mesi avvenire, in buona sostanza è paragonabile al nostro commercialista che ci segue costantemente nel corso dell’anno per tutti i vari adempimenti fiscali e dai quali non si può prescindere!

Quali tecniche usa oggi il Seo Specialist?

Nel corso degli anni le tecniche “per parlare con Google” si sono evolute e raffinate, dal classico postare dei nuovi articoli sul blog, dal contenuto originale, si è passati al richiedere di aggiungere il proprio link su dei siti autorevoli, alla link-building con delle modalità sempre più avanzate, questo perché l’indicizzazione risulta il naturale complemento tecnico della registrazione marchio. oggi come oggi, si sono aggiunte attività quali il social bookmarking, il photo e video sharing ecc., ossia tecniche sempre più articolate che sfruttano il digitale ed i social media al meglio delle loro potenzialità.

Quanto mi costa il Seo Specialist?

L’argomento risulta molto gettonato, visto che alla lista dei propri fornitori si è aggiunta anche tale figura professionale. Infatti, mentre in passato risultava decisivo per i nostri utenti conoscere previamente quanto costa registrare un marchio, ora l’attenzione degli stessi si è spostata sui costi da sostenere per il Seo Specialist, considerato che l’attività da effettuare sul website risulta costante nel corso dei mesi/anni avvenire, a differenza dell’investimento sostenuto per il  marchio che oramai risulta accantonato per i successivi dieci anni di validità e di efficacia esclusiva.

Suggerimenti e conclusioni

La materia dell’indicizzazione su Google deve essere conosciuta ed imparata dagli utenti, è un obbligo professionale rendersi conto come i propri investimenti fruttano o meno. Infatti, come si è preso contezza di come funziona il registrare marchio, lo stesso dicasi per le attività di indicizzazione. Per quanto riguarda la scelta del Seo Specialist, suggeriamo di valutare le numerose piattaforme presenti online, oltre ai numerosi Freelancer che possono presentarci le possibili strategie da adottare nel caso di specie. La selezione dovrà essere attenta e potrebbe comportare un cero lasso di tempo, per la serie bisogna trovare il professionista che faccia al caso proprio! In ogni modo, il nostro Studio resta a Vostra completa disposizione, senza che la cosa comporti impegno o costi da parte Vostra, per indicarVi il Seo Specialist che possa risultare più adatto alle Vostre esigenze specifiche ed al Vostro budget d’investimento.

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Il Brand Della Cultura E Della Filosofia

Uno dei progetti indubbiamente più affascinanti al quale abbiamo avuto modo di partecipare per registrare un marchio, è stato quello di un festival della cultura e della filosofia in ambito locale. L’amministrazione locale ha deliberato di stanziare dei fondi per realizzare di un concept con una finalità divulgativa e culturale per i concittadini.

Si è pensato di studiare e, poi, ideare un concept grafico che potesse diventare un brand sia innovativo sia che potesse incarnare lo spirito dell’evento, da ripetere poi su base annuale, con ospiti che potessero intrattenere i partecipanti e regalassero momenti di condivisione per gli addetti ai lavori e non. Di conseguenza, si è reputato opportuno procedere con la registrazione marchio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per conseguirne un’immediata tutela legale esclusiva.

Il consiglio comunale, dopo un’attenta e ponderata valutazione sul quanto costa registrare un marchio, ha deliberato e, poi, stanziato l’investimento da dover sostenere, comprensivo sia delle tasse ministeriali sia degli onorari professionali. L’investimento verrà ammortizzato e spalmato nel corso del decennio, inserendolo quota parte nel bilancio comunale, con l’aspettativa che il festival possa crescere di anno di anno, al fine di far crescere anche ‘autonomo valore economico-contabile del brand stesso. In questa maniera, infatti, ci si ritroverà “in casa” una posta attiva presente in bilancio che compenserà l’iniziale investimento sostenuto.

La prima edizione del festival ha avuto  un discreto successo, vista la presenza di volti noti al grande pubblico. La promozione della registrazione di un marchio ha beneficiato di diversi canali di marketing, grazie all’utilizzo di agenzie turistiche specializzate che hanno “battuto il territorio” palmo a palmo. Tutti i canali di comunicazione sono stati messi in campo a tempo debito, per creare “l’effetto aspettativa” tra i concittadini, curiosi delle novità stagionale. Filosofi, opinionisti ed artisti si sono succeduti sul palco e hanno allietato tutti coloro che hanno deciso di intervenire.

Il consiglio comunale dovrà ora stanziare i fondi  cominciare a programmare, per tempo, la prossima edizione del Festival per l’anno successivo, per dare continuità all’evento, invitando volti nuovi che possano suscitare l’interesse degli astanti. Al tempo stesso, si dovrà cominciare a valutare anche un possibile restyling grafico del marchio registrato, al fine di non dare l’impressione che non ci sia una continua ricerca della novità e, per non restare ancorati ad un concept che finirebbe inevitabilmente per invecchiare e perdere d’entusiasmo.

Il nostro Studio specializzato è stato onorato di poter partecipare ad un progetto che ha visto coinvolti insigni personaggi nel panorama pubblico e privato, il nostro piccolo contributo professionale è stato volto a tutelare l’immagine del nuovo concept cultuale, augurando che lo stesso possa crescere nel corso degli anni avvenire e possa divenire un punto di riferimento sia in ambito locale sia nei territori vicini.  Si ringrazi a tutti coloro che hanno collaborato all’ideazione e realizzazione del suddetto concept.

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Il brand delle motociclette

Molti appassionati ci contattano per capire come poter ottenere un marchio registrato per la propria associazione sportiva o MotorClub, vista la diffusione delle proprie attività amatoriali e sportive, vediamo gli aspetti di principale interesse.

Cosa conviene valutare all’inizio?

Certamente valutare di intestare il marchio all’associazione ne legherebbe il progetto ai soggetti che, nel corso degli anni, di dimostreranno realmente interessati a condividere lo spirito e la passione. Quindi, registrare un marchio a nome dell’Associazione ha un significato ben preciso, ovviamente chi deciderà di abbandonare l’associazione non sarà più legittimato a farne uso.

I possibili utilizzi del brand

A livello pratico, gli utilizzi potrebbero essere svariati, dagli adesivi, alle tshirt, all’abbigliamento motociclistico, ai caschi, alle manifestazioni o raduni tra i vari associati e clubs ecc. Ovviamente, si dovrà menzionare e rivendicare tutte le tipologie d’attività che si intendono tutelare prima della registrazione marchioal fine di avere la certezza di ottenere la più ampia tutela possibile, nessun prodotto/servizio escluso. La nascita di diversi MotorClub impone di rendersi esclusivi e non confondersi con loghi, simboli ecc. che potrebbero essere altrimenti utilizzati da chiunque decida di farlo.

Cosa è cambiato rispetto al passato?

Beh, certamente il fatto che una pagina Facebook o un website raccoglie tutta la storia del MotorClub, ricco di foto ed avvenimenti organizzati dall’associazione. Quindi, l’esposizione e la divulgazione online di tutto questo materiale, che deve essere ricondotto alla paternità di quella associazione, merita di essere tutelato al meglio, con la registrazione di un marchioIl brand, il logo ecc. deve campeggiare e deve comunicare che si tratta di materiale coperto dalla Proprietà Intellettuale, per la serie non se ne potrà fare libero uso, a proprio piacimento.

Consigli pratici per il possibile investimento

Solitamente nelle Associazioni sportive ci sono dei “padri fondatori” ai quali si può attribuire il merito di aver ideato e poi fatto nascere il MotorClub, quindi, consigliamo di andare a cointestare il brand con le rispettive quote di spettanza, ad esempio quattro associati con delle quote del 25% ciascuna. In questa maniera, infatti, anche la questione del quanto costa registrare un marchio verrebbe gestita la meglio, per la serie risulterebbe un investimento piuttosto fattibile da parte di tutti. A livello pratico, si suggerisce poi di menzionare tali spetti nello Statuto associativo sia per rendere noto a tutti della titolarità del brand, del suo possibile utilizzo, e di come, invece, non debba essere utilizzato per finalità contrarie a quelle associative. In questa maniera, potranno essere mossi eventuali addebiti a chi si renda responsabile di utilizzi impropri dello stesso, comminando poi le relative sanzioni a carico di ognuno.

Conclusioni

Si comprende bene che andare a regolamentare gli aspetti di un club di appassionati, con finalità prettamente di divertimento possa risultare antipatico e contrario allo spirito che alimenta le attività degli associati, ciò non toglie che:”prevenire è meglio che curare”,  quindi, è bene ritagliarsi una fetta del proprio tempo per regolamentare sia la propria associazione/MotorClub sia il proprio marchio registrato.

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Ceduto il celebre brand Sotheby’s

Una delle news che ha certamente attirato la nostra attenzione è quella della cessione della famosa casa d’asta britannica Sotheby’s e con essa il brand e l’intero core-business.

Trattasi della più famosa casa d’aste, insieme a Christie’s, che monopolizzano il mercato degli oggetti d’arte da molti decenni orsono.

La famosa cassa d’aste, con il suo marchio registrato, è da sempre sinonimo di garanzia per tutti i venditori ed acquirenti degli oggetti d’arte sia antichi che contemporanei.

Il valore dell’operazione è stimato in circa 3,7 miliardi di dollari, la proprietà passerà interamente in mano ad un noto magnate franco-israeliano che ha già dichiarato che il titolo verrà rimosso dalle quotazioni sul mercato azionario statunitense.

Si apre un nuovo scenario per la casa d’aste, infatti, il desiderio di penetrare nuovi mercati, soprattutto quelli nel sud est asiatico, in via di crescente sviluppo, passa attraverso la registrazione marchio.

La società diventerà completamente privata perdendo, in parte, il suo ruolo di strumento finanziario d’investimento, ciò non toglie che gli investitori verranno certamente ricompensati, beneficiando di un lauto premio di mercato.

A questo punto, la nuova proprietà dovrà valutare, come fanno poi tutti gli investitori privati, dove andare a registrare marchio, visto che l’operazione di privatizzazione societaria in essere comporta di rivedere l’intera strategia societaria.

Con la nuova acquisizione, l’intero mercato del collezionismo delle opere d’arte, ossia sia Sotheby’s sia Christie, di proprietà del magnate Pinault, entrano nell’orbita francese, con un giro d’affari stimato in diversi miliardi di dollari. A questo punto, siamo curiosi di conoscere quale potrà essere l’impronta che il nuovo magnate vorrà dare alla sua società privata, come evolverà il mercato dell’arte ed, in particolare, dove deciderà di andare a registrare un marchio per il suo business. Queste due celebri case d’aste hanno storicamente rivestito un punto di riferimento per tutti gli addetti ai lavori, infatti, il mercato secondario tra i soggetti privati non è mai realmente decollato e resta, quindi, una scelta residuale per valutare la vendita e l’acquisto delle opere d’arte, soprattutto quelle più prestigiose. Nessuno, infatti, vuole avventurarsi in ricerche estenuanti per verificare l’autenticità delle opere, con gli esorbitanti costi di perizie da dover sostenere, senza avere certezza alcuna che, poi, alla fine l’opera verrà effettivamente acquistata. A tutto questo e, non solo, pensano le case d’aste, strutture perfettamente oliate ed organizzate per rispondere ad ogni singola richiesta degli utenti che si affacciano al mercato dell’arte.

Il nostro Studio specializzato seguirà l’evolversi della nuova acquisizione societaria, visto che alcuni clienti ci hanno rivolto in passato richieste in tal senso, ossia valutare la vendita e l’acquisto di opere d’arte, prestigiose e non. Di conseguenza, conoscere tutti i canali ufficiali in questo segmento di mercato risulta strategico ed essenziale, per evitare di ritrovarsi nelle mani di avventurieri, certamente poco affidabili e poco professionali.

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