registrazione-di-un-marchio

I Film In Uscita, Tra Brand E Copyright

Uno degli aspetti che i registi non possono mai trascurare, prima dell’uscita di un film, è quello del marchio registrato. Vale a dire, non è pensare uscire sul mercato cinematografico senza aver previamente tutelato in esclusiva il titolo della propria opera cinematografica.

Quali strumenti legali si possono adottare?

Bisogna distinguere tra l’opera dell’ingegno e dell’intelletto, ad esempio il copione, la regia, la produzione nel suo complesso considerata, che sarà essere oggetto della normativa sul diritto d’autore o del copyright che dir si voglia. In questa maniera, l’opera verrà tutelata in tutti i suoi aspetti creativi, per evitare che terzi soggetti possano liberamente accaparrarsene e sfruttarla a proprio piacimento. Discorso diverso è quello che riguarda il titolo del film, che presenta l’opera sul mercato e che dovrà essere oggetto di registrazione di un marchio. Di conseguenza, i due strumenti legali non si soprappongono, ma si completano a vicenda.

Perché tutelare il titolo del film?

Il titolo di un film rappresenta il brand, vale a dire l’anello di congiunzione tra la creatività del regista e l’appeal per i fan, è “l’asso nella manica” per tutti coloro che decidono di promuovere la propria opera cinematografica sul mercato. Di conseguenza, registrare marchio per tutelare il titolo del film è una strategia irrinunciabile per ogni regista e produttore che si rispetti. Inizialmente, ci si potrà limitare ai Paesi d’uscita del film, nelle rispettive sale cinematografiche. Successivamente, in base ai Paesi in cui la pellicola verrà diffusa, si potrà valutare di estendere la tutela del titolo anche negli altri Paesi.

I costi che si dovranno affrontare

Non è facile prevedere quali e quanti investimenti si dovranno sostenere per tutelare sia l’opera dell’ingegno sia il titolo del film. Di conseguenza, il quanto costa registrare un marchio non è inizialmente prevedibile, ma potrà diventarlo una volta conosciuti i primi incassi al botteghino ed i Paesi dovrà divenire conveniente far uscire la propria pellicola. Anche in questa ipotesi, una valutazione step by step risulta il mio approccio oculato da tenere per l’investitore, “mai fare il passo più lungo della gamba”, visto e considerato che non è mai possibile prevedere in anticipo quale potra essere la risposta dei fan.

L’investimento ha significato se alla base c’è della creatività

Scontato dire che la tutela legale sia del copyright sia della registrazione marchio esprime la sua efficacia nell’ipotesi in cui la produzione, il copione e la regia denotino creatività ed originalità. Infatti, non tutte le pellicole saranno meritevoli di un’adeguata tutela legale esclusiva, soprattutto quelle che si limitano a seguire un filone cinematografico oramai saturo, che ha raccontato tutto o quasi ai cinefili. Di conseguenza, la tutela va di pari passo con l’apporto creativo messo in campo, quindi, suggeriamo sempre di valutare con estrema attenzione l’opportunità di adottare gli strumenti legali disponibili, per trarne un reale beneficio ed un’efficacia giuridica per gli addetti ai lavori.

registrare-un-marchio

Cercare L’acquirente Per Il Proprio Brand

Molti utenti ci contattano, desiderosi di vendere il proprio marchio registrato. Cerchiamo di capire cosa comporta e cosa ne consegue, una volta presa questa decisione.

Cosa significa realmente mettere in vendita il proprio brand?

Una volta conseguita la registrazione di un marchio, oppure avendolo solo depositato, si potrà valutare di monetizzarlo, offrendolo al miglior offerente disponibile. Bisogna tenere in debita considerazione il fatto che non tutti i brand hanno un mercato, per la serie l’appeal varia da caso a caso. Ecco perché bisogna decidere di tutelare un marchio a ragion veduta, con la prospettiva che un giorno lo si vorrà/potrà rivendere. E’ questo, senza alcun ombra di dubbio, il fattore che potrà fare la differenza, altrimenti si ci ritroverà con un brand che risulterà invendibile, nonostante gli sforzi che si potranno compiere.

Il network dei possibili acquirenti

Senza dubbio gli studi professionali specializzati possiedono e/o fanno riferimento a dei network di potenziali soggetti interessati, desiderosi di procedere con la registrazione marchio oppure di accaparrarsene uno già tutelato. Ciò non toglie che non tutti i brand risulteranno appetibili sia perché alcuni segmenti di mercato sono poco dinamici o, addirittura, in declino, oppure semplicemente perché il brand in questione non presenta le potenzialità sufficienti per penetrare in segmento di mercato. Di conseguenza, i fattori che influenzano la decisione dei potenziali acquirenti sono numerosi, quindi, l’incontro tra domanda ed offerta presenta diverse variabili, da considerare di volta in volta.

Quali sono i fattori imprescindibili da considerare

Senza alcun ombra di dubbio le tempistiche per definire questo business sono lunghe, infatti l’acquirente cercherà di spuntare il prezzo migliore, allungando le trattative, nella speranza che il cedente, pur di “liberarsi del brand”, si accontenti di un’offerta più bassa. Acquistare un brand significa restarne vincolati vita natural durante, per la serie non si potrà poi modificarlo nel corso degli anni avvenire, ecco perché risulta decisivo ponderare con estrema attenzione se ne valga veramente la pena, oppure se convenga registrare un marchio ex novo.

Come sempre il fattore economico farà la differenza

L’aspetto che farà sempre la differenza sarà quello di riuscire a capire se il proprio budget disponibile incontrerà la volontà del cedente. Infatti, il rischio di ritrovarsi in una lunga “fase di stallo”, perché nessuna delle due parti è disposta a venire incontro all’altra, risulta concreto. Di conseguenza, si consiglia di non escludere mai a priori la possibilità di depositarne uno proprio, visto e considerato che il quanto costa registrare un marchio è sempre certo, a differenza dell’incontro tra la domanda e l’offerta che risulta sempre incerto. Ad ogni buon conto, suggeriamo sempre agli utenti che dovessero ritrovarsi in questa situazione, di affidarsi a dei professionisti della materia, per evitare di ritrovarsi in un limbo che possa pregiudicare il proprio business e che, a lungo andare, possa rivelarsi un boomerang.

registrazione-marchio

I Palazzi Storici Puntano Sul Brand

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un trend, via via sempre più in crescita, che riguarda i palazzi storici che, per essere salvaguardati, puntano sempre più spesso sul proprio marchio registrato.

La valorizzazione e la promozione dei beni artistici e culturali passa sugli strumenti più moderni, sia quelli legali sia quelli digitali. Una location rinomata e di prestigio non può privarsi dall’adottare tutti questi strumenti che possono invogliare i visitatori a riscoprire le bellezze del patrimonio artistico e monumentale italiano.

Alla luce di ciò, nasce l’esigenza di investire nel brand e di conoscere, quindi, quanto costa registrare un marchio per valutare quale strategia comunicativa poter adottare nel caso di specie.

Molte famiglie nobiliari (decadute e non) si vedono costrette ad “aprire le porte” dei propri palazzi storici, per poter far fronte agli enormi costi di gestione, necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei suddetti. Infatti, i vincoli artistici e della sovrintendenza comportano, spesso e  volentieri, interventi ben mirati e vincolati, per la serie non si può procedere discrezionalmente.

Alla luce di ciò, l’esigenza di affittare i suddetti palazzi storici per eventi di vario tipo, dalle conferenze ai matrimoni, necessita di registrare un marchio che possa rappresentare l’identità del palazzo e possa creare un certo appeal per fidelizzare la clientela di riferimento.

A questo proposito, si può valutare il cognome della famiglia nobiliare, oppure lo stemma e/o l’effige, qualora presente, oppure la location dove è sito il palazzo, compatibilmente con i limiti normativi previsti per la tutela delle indicazioni geografiche. La scelta chiaramente deve essere precisa e mirata, visto che dovrà poi veicolare la comunicazione agli utenti desiderosi di visitare e scoprire le bellezze architettoniche.

Uno dei business che risulta essere redditizio e sembra incontrare l’accoglimento del pubblico è quello delle cerimonie, matrimoni e non solo. A tal proposito, sono nati anche dei format televisivi, che hanno riscontrato un certo successo sulle reti televisive, che intrattengono il grande pubblico e fanno condividere gli eventi più glamour, organizzati presso questi palazzi. Ecco perché la registrazione marchio ha assunto un ruolo decisivo, visto e considerato che la propria location storica potrebbe diventare protagonista in uno di questi nuovi format televisivi.

Il palazzo storico diventa una meta di curiosi che, condivise in televisione le cerimonie dei personaggi noti e non solo, amano rivivere i piacevoli momenti, visitando direttamente gli ampi locali che hanno visti protagonisti i suddetti personaggi televisivi.

Il nostro Studio specializzato è in grado di fornirVi suggerimenti ed approfondimenti circa la possibile registrazione di un marchio, per tutelare al meglio l’immagine dei Vostri palazzi storici, deputati ad ospitare cerimonie ed eventi di ogni genere.

marchio-registrato

I Contraffattori Dei Brand Delle Case Automobilistiche

Uno dei fenomeni contraffattori e speculativi dei brand più diffusi è quello di seguire il trend delle case automobilistiche nell’ideazione e messa sul mercato di nuovi modelli. Infatti, solitamente, registrare un marchio segue una certa logica e, quindi, può risultare piuttosto prevedibile e sequenziale, vediamone alcuni esempi.

Quale orientamenti si adottano per la nascita dei nuovi modelli?

Oramai da diversi anni, le case automobilistiche adottano delle sigle, formate da lettere e numeri, o dalla loro combinazione, per lanciare sul mercato i nuovi modelli, evoluti e perfezionati. Di conseguenza, registrare marchio delle suddette sigle è divenuto un obbligo, oltre ad essere un must. Esempi di questo tipo lo possiamo notare per l’Audi, dove le varie sigle Q1, Q3, Q7 ecc. sono divenute degli esempi tangibili, oppure per la Mercedes, dove le varie ML, MG ecc. rimandano nell’immaginario collettivo a delle autovetture precise e dalle caratteristiche ben definite.

Come speculano i contraffattori?

Visto e considerato la natura sequenziale delle suddette sigle per la nascita dei nuovi modelli, molti contraffattori decidono, a ragion veduta, di accaparrarsi previamente un marchio registrato, composto da una di queste sigle,  con l’aspettativa che, prima o poi, la casa automobilistica lanci sul mercato un nuovo modello che potrà essere così battezzato. A quel punto, la casa automobilistica, dovendo dar seguito alla serie sequenziale, per un discorso di continuità e di ragionevole aspettativa della propria clientela fidelizzata, si ritroverà con una “casella” risulta già occupata da qualcun altro.

Quali soluzioni percorribili per la casa automobilistica?

In tali fattispecie, non risulta infrequente che la casa automobilistica “debba scendere a patti” con lo speculatore, per cercare di rientrare in possesso di un brand che, in mancanza, potrebbe bloccare la linea di continuità instaurata con i propri affezionati clienti. Infatti, l’alternativa della registrazione marchio di una sigla completamente dissimile risulta poco praticabile, visto che il modello successivo risulta quasi sempre un’evoluzione ed un perfezionamento di quello precedente, quindi, la linea di continuità deve essere mantenuta e preservata, se non si vuole rischiare di subire una penalizzazione dai mercati.

Quanto può venire a costare una speculazione per la casa automobilistica?

Spesso e volentieri le case automobilistiche accettano di acquistare il brand dello speculatore, pur di non interrompere la sequenzialità delle sigle dei propri modelli. Di conseguenza,  il quanto costa registrare un marchio si inquadra in una cessione, più che in un deposito ex novo. I maggiori costi risalteranno inevitabili, visto e considerato che i contraffattori conoscono il presumibile volume d’affari dei nuovi modelli ed il relativo costo della singola autovettura sul mercato, per la serie fissare un prezzo di cessione non risulterà difficile. Di conseguenza, le case automobilistiche, per cercare di tamponare questo fenomeno speculativo, cercano di prevedere, nei limiti del possibile, un numero di modelli evolutivi che, nel corso degli anni avvenire potrebbero susseguirsi e, quindi, preventivamente cercano di  accaparrarsi per tempo i relativi brand.

marchio-logo

L’#Hashtag Può Affiancarsi Al Brand?

La diffusione dei social ha allargato le frontiere anche della Proprietà Intellettuale, che si ritrova a fare i conti con i nuovi strumenti di istant marketing e, quindi, deve dimostrarsi “al passo con i tempi”. Si nota un certo utilizzo del nuovo strumento di marketing, ossia dell’#hashtag, che si affianca al ben più nota registrazione marchio.

Da dove nasce questa nuova esigenza di marketing?

La necessità di acquisire dei contenuti specifici e “freschi” su una determinata materia, spesso in continua evoluzione, comporta di disporre di uno strumento digitale che possa velocemente individuarli, senza “girare a vuoto” per il web. Di conseguenza, più che un marchio registrato, tale funzione viene adempiuta dall’#hashtag, che intercetta i post ed i contenuti più rilevanti sulla tematica d’interesse. Una volta intercettati, gli #hashtag rivestiranno un punto d’incontro, una sorta di “salotto digitale” per tutti coloro desiderosi di aggiornarsi sulla tematica.

L’#hashtag può/deve essere registrato?

Chiunque decida di aprire un canale digitale mette e adisposizione uno spazio virtuale dove confrontarsi ed interagire costantemente sulla tematica, quindi, offre un servizio a molti. Di conseguenza, prima che lo stesso diventi virale e possa suscitare istinti di contraffazione da parte di terzi soggetti, sarebbe consigliabile tutelarlo a dovere, allo stesso modo di come avviene con la registrazione di un marchio. In caso contrario, chiunque potrebbe precedersi ed vantarsi magari di aver soffiato l’idea al legittimo ideatore, il mondo digitale necessita di azioni rapide e risolute, e non ammette indecisioni o incertezze.

Come si tutela l’#hashtag?

Il nuovo strumento di istant marketing può essere preservato con il registrare un marchio, vale a dire la procedura da adottare risulta la medesima, con l’unica accortezza di descrivere esattamente l’#hashtag che si vuole utilizzare in concreto. In questa maniera, si potrebbe ottenere un doppio beneficio, vale a dire l’#hashtag potrà rivestire ed assumere anche il ruolo di brand, quindi con un unico investimento decennale si potrebbe “portale a casa” entrambi. Tale strategia risulta ancora poco utilizzata dagli addetti ai lavori, quindi, una maggiore informazione può risultare certamente strategica, per prendere coscienza delle opportunità da non lasciarsi far scappare.

Quale investimento per  l’#hashtag?

Non ci sono sostanziali differenze economiche da dover sostenere rispetto al brand, quindi, per poter conoscere quanto si dovrebbe investire per tutelare un #hashtag, risulta sufficiente prendere coscienza di quanto costa registrare un marchio. Si suggerisce di valutare la rivendicazione delle classi merceologiche che comprendono il marketing, gli strumenti di comunicazione e la formazione, che racchiudono tuti i possibili utilizzi dell’#hashtag sul web e non solo. In questa maniera, si potrà conseguire la più ampia tutela legale esclusiva possibile per dieci anni, rinnovabile alla sua scadenza.

registrazione-logo

I Prodotti Ittici Sbarcano Online Per Il Proprio Brand

La vendita online è oramai sempre più diffusa ed adottata dagli operatori commerciali. Recentemente abbiamo constatato anche la nascita di e-commerce che propongono la vendita di prodotti ittici, una novità assoluta sul mercato online che, quindi, necessitano del relativo marchio registrato.

Da dove nasce questo business?

Bisogna ricordare che, tradizionalmente, il pescato fresco si acquista in pescheria, oppure presso il mercato cittadino. Il binomio freschezza-mercato è, infatti, ben radicato nelle mente dei consumatori che, quindi, necessitano di prendere dimestichezza con questa nuova forma di distribuzione e commercializzazione del prodotto ittico. Le mutate esigenze e necessità, soprattutto delle generazioni più giovani, hanno aperto la strada verso questa nuova forma di approvvigionamento alimentare.  Di conseguenza, i distributori hanno compreso la necessità di dover registrare marchio, per rendersi affidabili ed appetibili sul nuovo mercato online.

Quale valore aggiunto per questo nuovo business?

Indubbiamente la possibilità di vedersi recapitato direttamente a casa il pescato del giorno, una volta effettuato l’ordine online. Questo è certamente un bel vantaggio, che riduce i tempi ed i costi per i necessari spostamenti con l’auto da dover effettuare. Concordare in anticipo la consegna permette a questo nuovo business di fidelizzare una bella fetta di clientela che vuole ottimizzare i propri tempi durante la giornata. A tal proposito, il rivenditore/distributore dovrà però avere l’accortezza di curare previamente la propria immagine societaria, con la registrazione di un marchio. In questa maniera, domanda ed offerta troveranno più facilmente il proprio punto d’incontro.

Quale strategia digitale per i rivenditori/distributori?

Scontato dire che l’e-commerce dovrà essere curato nei minimi dettagli e costantemente aggiornato, visto che il pescato è un prodotto che va acquistato e consumato fresco. Di conseguenza, il registrare un marchio dovrà “andare a braccetto” con un sito web che dimostri attenzione alla clientela, per la serie informi sui prodotti ittici disponibili di settimana in settimana, che aggiorni il prezziario in base alla disponibilità del pescato ecc. ecco perché un webmaster risulta una figura professionale imprescindibili, visto che tale business si basa molto sull’informazione sempre aggiornata, se si vuole mantenere la propria affezionata clientela.

L’investimento per i rivenditori/distributori

Visto che la promozione, diffusione e la vendita dei prodotti ittici avviene online, risulta evidente che bisognerà stanziare dei budget su base annuale per avvalersi di webmaster affidabili, oltre che conoscere previamente quanto costa registrare un marchio, visto e considerato che il brand risulta il miglior viatico per consolidare il proprio business negli anni avvenire. Infatti, il business si sta innovando ed anche i tradizionali rivenditori/distributori devono “mettersi al passo con i tempi”, se vogliono restare competitivi in un mercato che risulta sempre essere più complesso ed articolato e dove i bisogni dei consumatori evolvono e richiedono sempre un maggior valore aggiunto.

Contattaci


Inviaci una mail e Seguici su Facebook

Twitter

Contattaci


Bologna

Via Schiassi, 2 -
40138 Bologna (BO)
Tel. + 39 331 2249228.
e-mail: info@ufficiobrevettimarchi.it
partita iva: 01588450435

Civitanova Marche

Via Berni, 7
62012 Civitanova Marche (MC)
Tel. + 39 331 2249228
e-mail: info@ufficiobrevettimarchi.it
partita iva: 01588450435

Fai una Domanda

Compila la tua richiesta:
l'Ufficio risponderà il prima possibile.
VAI AL FORM

Fai una Domanda

Compila la tua richiesta:
l'Ufficio risponderà il prima possibile.
VAI AL FORM