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I Piccoli Artigiani Puntano Sul Proprio Brand

Un settore che non conosciuto la crisi economica è quello dei piccoli artigiani, che svolgono svariate attività manuali e manutentive, che hanno scoperto l’opportunità di fidelizzare il proprio segmento di mercato con la registrazione marchio.

Qui esempi più comuni sono quelli degli elettricisti, falegnami, idraulici, ma non solo che, compresa oramai l’opportunità del canale online per promuovere ed ottimizzare il proprio business, hanno deciso di investire sul proprio marchio registrato. Di conseguenza, visto e considerato che gli artigiani si muovono ed organizzano la propria attività come dei professionisti a tutti gli effetti, si è reso utile promuovere la propria immagine con lo strumento legale del brand.

Si pensi, ad esempio, ai tecnici delle lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici ecc., che si sono specializzati nella manutenzione e riparazione di soli determinati brand degli elettrodomestici. In questa maniera, oltre a creare un rapporto privilegiato con la casa costruttrice, si crea anche una preferenza professionale con i clienti che selezioneranno i sono i tecnici autorizzati in esclusiva, scartando i restanti. Ecco che registrare marchio diventa un valore aggiunto ed un “segno di riconoscimento” per il tecnico autorizzato che godrà di indiscussa fiducia agli occhi dei clienti.

Visto l’evidente cambiamento occorso sul mercato del lavoro, decidere di investire per i piccoli artigiani non è risultato poi un grosso problema, sia perché già godevano del proprio portafoglio clienti, sia perché hanno intravisto l’opportunità di poter allargare “il proprio giro d’affari”. Alla luce di ciò, non ha certamente spaventato il quanto costa registrare un marchio, infatti, tutto sommato, si è trattato di effettuare un investimento una tantum decennale. Di conseguenza, scovato il brand che facesse al caso proprio, molti tecnici hanno optato per questa tutela.

Come già indicato in altri articoli di questo blog, mentre alcuni hanno deciso tecnici hanno optato per iscriversi ai dei portali / network, certamente molto rinomati, ma che spesso e volentieri, non riescono a far emergere le specifiche specializzazioni di un tecnico, che un utente tende a ricercare. Di conseguenza, tutti i tecnici vengono “posti sullo stesso piano”, in una sorta di calderone, quindi, la scelta del tecnico o artigiano che faccia al caso proprio può risultare non semplice. Ecco perché che diversi artigiano hanno optato per una strada diversa, ossia quella di non omologarsi, grazie al registrare un marchio. I benefici sono risultati subito evidenti a tutti, facilità nel trovare immediatamente l’artigiano che facesse al caso proprio, individuato senza ombra di dubbio, con il quale instaurare un constatato diretto, senza dover passare attraversi degli intermediari digitali che non creano un contatto diretto, ma solo virtuale.

Nel corso degli ultimi anni, il nostro Studio specializzato ha avuto modo di curare il brand di diversi artigiani, dal calzolaio, allo spazzacamino e ai diversi tecnici degli elettrodomestici ecc. Riteniamo che il trend della tutela del brand sia in costante sviluppo, viste le numerose opportunità offerte sul mercato, soprattutto quello della tecnologia.

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Quesiti Sul Rinnovo Del Marchio Internazionale

In prossimità del decennio di validità ed efficacia di un marchio internazionale, occorre procedere al suo rinnovo, oltre alla sua base italiana o quella comunitaria, così come prevede la normativa. Monitorare la scadenza è essenziale, altrimenti il rischio è quello di vanificare irrimediabilmente il marchio registrato.

Posso rinnovare solo il solo marchio internazionale ma non il quello di base?

La risposta è negativa, infatti nell’ipotesi in cui non si rinnovasse il “marchio di base”, verrebbe irrimediabilmente compromessa anche la registrazione marchio internazionale. Quest’ultimo “si appoggia” al primo, per la serie non può prescindere dallo stesso. Di conseguenza, si potrà procedere con il rinnovo sia della base italiana, oppure la base comunitaria e, quindi, procedere con il rinnovo dell’internazionale. In questa maniera, verranno preservati in esclusiva entrambi per il successivo decennio.

Cosa succede se il marchio internazionale presenta delle designazioni successive? 

Risulta frequente che uno o più Paesi vengano aggiunti in un secondo momento, rispetto a quelli designati inizialmente nella registrazione di un marchio.  Di conseguenza, alla data del rinnovo ci ritroveremo in una situazione in cui alcuni Paesi hanno “compiuto” i dieci anni, così come prevede la normativa, ed alcuni Paesi che, invece, hanno maturato una validità temporale inferiore. In tale ipotesi, si dovrà effettuare un rinnovo globale, comprensivo anche di quei Paesi che non abbiano ancora maturato il decennio, infatti, farà fede la prima data di registrazione presso l’OMPI/WIPO. Di conseguenza, la domanda di rinnovo verrà presentata una sola volta, senza la necessità di dover poi presentare delle integrazioni negli anni a seguire.

Si possono apportare delle modifiche in fase di rinnovo dell’internazionale?

La risposta è affermativa, sia per quanto concerne le classi merceologiche sia per quanto riguarda i Paesi inizialmente rivendicati, per la serie alcuni Paesi potrebbero essere esclusi dal rinnovo, come pure alcuni classi/prodotti potrebbero essere depennati dalla rivendicazione. In tale ipotesi, ovviamente, ci saranno delle ripercussioni sul quanto costa registrare un marchio, vale a dire le tasse di rinnovo verranno decurtate nella misura corrispondente. Modifiche possono riguardare i dati societari, il cambio di sede sociale, l’inserimento di una licenza, esclusiva o non esclusiva ecc.

Consigli pratici

L’attività di rinnovo di un internazionale presenta diversi step procedurali, senza considerare il fatto che l’attività andrebbe monitorata sia presso l’UIBM sia presso l’OMPI, per verificare che tutto proceda per il meglio e  non ci siano degli intoppi. La procedura di rinnovo, a tutti gli effetti, risulta concettualmente simile all’attività già compiuta in passato di registrare un marchio, sebbene i documenti presentino delle inevitabili diversità. Di conseguenza, l’assistenza di un professionista specializzato può risultare fondamentale per evitare degli inconvenienti e delle brutte sorprese per il proprio brand.

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Le Tasse Da Versare Per Tutelare Il Brand

Una delle componenti imprescindibili nella tutela del brand è certamente quella delle tasse da versare ai vari Uffici competenti. Infatti, tutte le operazioni che attengono alle varie attività che ruotano attorno alla registrazione marchio comportano dei costi, fissi o variabili, vediamone alcuni esempi concreti:

Quali costi sono presenti nell’investimento di un brand?

Sgombriamo subito il campo da uno degli equivoci e dei fraintendimenti più comuni che, spesso e volentieri, accompagna il primo contatto con i nostri utenti. Le tasse sono una delle due componenti presenti nel possibile investimento, per la serie è la quota parte che verrà versata, in nome e per conto dell’utente, presso l’Ufficio Marchi competente ad accogliere la richiesta per registrare un marchio.

Tale quota parte potrà essere fissa, come nel caso della cessione e trascrizione di un brand, oppure potrà risultare variabile, come nel caso di un nuovo deposito, sulla base del numero delle classi merceologiche rivendicate dal richiedente. Oltre alla quota parte delle tasse, ci sarà poi, ovviamente, la quota parte degli onorari professionali, che non potranno essere, sempre e comunque, predeterminati forfettariamente. Infatti, ogni singola pratica comporta delle specifiche e mirate attività, che andranno indicate nel caso di specie.

Attività che prevedono delle tasse fisse ed attività con dei costi variabili

Solitamente l’attività di cessione per un marchio registrato prevede un costo fisso di Euro 200, da versare presso l’Agenzia delle Entrate ed un successiva tassa di Euro 81, da versare presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per la trascrizione o il cambio di titolarità, oltre ad una marca da bollo da Euro 16 ed ad Euro 10 per i costi di segretaria.

Al tempo stesso, il contratto di cessione, o di avvenuta cessione, da redigere a cura del professionista, avrà degli onorari variabili, visto che non è un’attività standard per tutti i casi. Di conseguenza, il quanto costa registrare un marchio, oppure l’investimento di un’attività di cessione di un brand, andrà personalizzata di volta in volta, ecco perché nel nostro sito web i nostri utenti trovano dei range di costo per le possibili attività da svolgersi.

Tasse per le Azioni Ufficiali

Succede che durante l’iter per registrare marchio vengano sollevate delle obiezioni da parte dei vari esaminatori dei vari Uffici competenti. Anche in questa ipotesi, ci saranno delle tasse e degli oneri fissi, da versare direttamente all’Ufficio marchi, per poter replicare e difendere così il proprio brand, evitandone il rifiuto definitivo. Le suddette tasse variano da Paese a Paese, quindi, potranno essere quantificate solo di volta in volta e, trovandosi ad affrontare la fattispecie in esame.

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Anche Gli Studi Legali Adottano Il Proprio Brand

Da oramai diversi anni il trend del brand degli studi legali risulta in costante crescita. Infatti, se all’inizio registrare marchio poteva risultare un azzardo oppure una stranezza, tutt’oggi è un fenomeno di marketing piuttosto diffuso e consolidato.

Da dove nasce quest’esigenza?

Certamente la modifica dell’art. 17 del codice deontologico e l’avvento di Internet ha dato una spinta decisiva verso questo fenomeno di promozione. Si è passati, infatti, dal contesto puramente localistico ad un contesto transnazionale, quindi, registrare un marchio è divenuto uno dei principali e decisivi canali di  procacciamento della clientela. In passato, si puntava tutto o quasi sul “passaparola”, i clienti promuovevano lo studio legale, confrontandosi con i concittadini, raccontando le vicissitudini personali e di come erano riusciti a venirne a capo grazie all’intervento del legale di fiducia.

Come sono mutati i canali di promozione dello studio legale

Oggi come oggi, le persone si scambiano informazioni sui social, una sorta di “passaparola virtuale”, dove certamente il confronto può risultare superficiale, ma indubbiamente risulta più immediato e rapido. Questo effetto virale ha mutato i costumi e le abitudini della collettività, quindi, anche i professionisti si sono dovuti adeguare, per restare al “passo con i tempi”. Di conseguenza, anche i più riottosi hanno dovuto propendere per la registrazione marchio, più che altro per adeguarsi al trend di marketing, più che per una scelta realmente consapevole.

Costo oppure opportunità per il business dello studio legale?

Inizialmente investire nel brand è risultato, più che altro, un maggior costo da sostenere, soprattutto per quegli Studi che già avevano la propria affezionata clientela. Successivamente il quanto costa registrare un marchio si è tramutato in un’opportunità  di business, visto e considerato che il brand, opportunamente scelto, era divenuto una possibile keyword per le ricerche su Google. In aggiunta, le giovani generazioni dei legali hanno condiviso fin da subito la possibilità di sposare i nuovi strumenti informatici disponibili, dimostrando un’apertura inaspettata della professione legale.

Quali sono le attuali prospettive del brand nello studio legale?

Oggi come oggi chiunque abbia un website non può più fare a meno del marchio registrato. In buona sostanza, l’uno viaggia di pari passo con l’altro, si completano a vicenda. Il primo promuove e diffonde il secondo, mentre il secondo consente di rintracciare il primo su Google, fungendo da keyword a tutti gli effetti. Il connubio dei due strumenti risulta vincente, ecco perché la maggior parte degli studi legali si sta muovendo verso questa direzione, oramai ben tracciata. Il nostro Studio legale specializzato resta a disposizione degli utenti o semplici curiosi che volessero approfondire questa tematica per il proprio business.

La-Nuova-Piattaforma-Online-Dei-Fashion-Designers

La Nuova Piattaforma Online Dei Fashion Designers

Uno dei progetti più affascinanti ai quali stiamo collaborando è stato quello della nascita di una nuova piattaforma di e-commerce, dove decine di fashion designers potranno esporre le proprie creazioni nell’ambito dell’abbigliamento. Di conseguenza, è sorta l’esigenza di registrare un marchio per i vari designers coinvolti nel processo.

Da dove nasce il progetto?

Un gruppo di investitori esteri, facenti parte di un fondo d’investimento, hanno compreso che fondere l’appeal del Made in Italy con gli strumenti digitali ha ancora un certo margine di sviluppo e di gradimento per gli utenti esteri. Di conseguenza, hanno selezionato numerosi designers, chiedendo loro di conseguire il proprio marchio registrato. La ricerca dei designers è stata svolta sia attraverso i canali social, in particolare Instagram, dove vengono promosse le creazioni e le opere dei vari designers, sia attraverso i canali più tradizionali, come gli annunci presso la Confartigianato ecc.

Quali sono i rispettivi ruoli dei soggetti interessati?

I designers, una volta sottoscritto un apposito contrato d’opera intellettuale, dovranno creare abiti, accessori, legati al mondo del fashion, che poi verranno esposti sulla piattaforma digitale, mentre gli investitori si occuperanno sia della produzione tessile sia della promozione e della distribuzione commerciale.  In aggiunta, i designers dovranno concedere agli investitori una licenza esclusiva, una volta conseguita la registrazione marchio nei vari Paesi d’interesse, questo per evitare sovrapposizioni ed inutili conflitti d’interesse che potrebbero pregiudicare il buon esito del progetto imprenditoriale.

Quali i vantaggi ed i rischi per i designers?

Il principale vantaggio per un “designer in erba” è certamente quello di potersi far conoscere al grande pubblico, trattasi quindi di un “trampolino di lancio” per il futuro professionale. D’altro canto, l’investimento diretto e personale del quanto costa registrare un marchio risulta certamente un’incognita non di poco conto, visto e considerato che non si avrà nessuna certezza che, poi, si potrà effettivamente rientrare da un punto di vista economico. Infatti, la piattaforma online metterà, inevitabilmente, in competizione tutti i vari designers coinvolti che dovranno, quindi, “sgomitare non poco” prima di poter acquisire un certo riconoscimento presso il grande pubblico.

Conclusioni

Il nostro Studio specializzato è attualmente impegnato a fornire tutta la necessaria assistenza ai vari designers coinvolti, consapevole che l’opportunità che si presenta loro possa fare la differenza per conseguire una brillante carriere professionale. Di conseguenza, il registrare marchio rappresenta il punto di partenza per potersi avventurare in questo progetto digitale che potrebbe aprire delle nuove occasioni d’incontro per la domanda e per l’offerta in un segmento di mercato che ci vede storicamente e tradizionalmente leader incontrastati.

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Le Compagnie Di Bandiera Aeree Investono Nel Brand

Forse molti non sanno che una modalità più convenienti di promuovere il proprio brand è quella adottata dalla compagnie aeree, visto e  considerato che la visibilità del proprio marchio registrato è praticamente illimitata. Infatti, grazie alle rotte transoceaniche, che portano i velivoli a solcare tutti i giorni i mari ed i continenti, la possibilità di poter far conoscere il proprio brand non conosce praticamente confini.

Ecco perché al momento della nascita di una nuova compagnia di bandiera, il primo aspetto strategico del gruppo da dover considerare è quello di dover investire immediatamente sulla registrazione marchio, per beneficiare immediatamente della promozione e della visibilità globale. La scelta del brand non è mai casuale, ma comporta un attento studio di mercato, riproporre i soliti loghi, design e denominazioni risulterebbe controproducente per il gruppo e non riuscire a fidelizzare la clientela, sempre più attenta a scegliere delle compagnie che comunichino affidabilità, modernità e sicurezza.

Ogni aspetto visibile della compagnia sarà brandizzato, dalle divise delle hostess e degli steward, dalla carlinga degli aerei, dai gadget, dall’information point presso gli aeroporti, oltre agli strumenti digitali con i quali la clientela entrerà in contatto. La brand-identity della compagnia aerea dovrà risultare immediatamente percepibile, memorizzabile, innovativa nel design e certamente orientata alla modernità. Questa mission del gruppo potrà essere perseguita con la registrazione di un marchio ideato da un designer o uno studio grafico all’avanguardia.

Non è prevedibile il possibile investimento che dovrà essere stanziato dalla compagnia aerea per la tutela del brand, quindi, in questo particolare caso, conoscere quanto costa registrare un marchio non è impresa delle più semplici. Infatti, andare a tutelare il brand in tutti i singoli Paesi del mondo, può certamente risultare un salasso non indifferente, soprattutto nella fase iniziale di una nuova attività imprenditoriale. Al contrario, scegliere di tutelare il brand solo alcuni Paesi potrebbe risultare riduttivo, visto che la reputazione e l’immagine delle compagnia potrebbe risultare non adeguatamente salvaguardata rispetto ai principali competitors nel segmento di mercato.

Allo stato attuale, il nostro Studio specializzato non ha ancora avuto modo di registrare un marchio per una compagnia di bandiera, quindi, al momento le nostre considerazioni non sono supportate da esperienze dirette in grado di poter fornire suggerimenti mirati e specifici ai possibili soggetti interessati. In ogni modo, sarà nostra cura raccogliere informazioni e condividere tutti i consigli con i nostri utenti che dovessimo raccogliere nel corso della nostra attività professionale. Per il momento, restiamo disposizione, qualora chiunque gradisca approfondire la tematica, oppure volesse condividere con noi suggerimenti utili per integrare o arricchire questo articolo.

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